Dialetto

Dialetto (120)

Derivante dal sostantivo ‘cannéla’, che viene dal lat. candela, a sua volta dal verbo candeo (= essere bianco, rifulgere, essere infuocato),

Dal greco Kàuma, calore. Il calore fisico conforta il corpo, il calore emotivo rassicura lo spirito.

Dal provenzale bànda, lato, parte, che si ritrova anche nell’italiano d’epoca con lo stesso significato. 

Dallo spagnolo ‘atrasar’, arretrare. Il tortorese conserva questo significato nella prima accezione, quella propria.

Ad libertatem ire, andare verso la libertà, liberarsi, non da vincoli o catene, ma da un onere, da un peso, da un ingombro, sgravarsi.

Dallo spagnolo ‘buscar’ (cercare). Nel termine c’è l’idea del chiedere, non un chiedere da pari a pari, ma il chiedere da inferiore a superiore.

Deriva dal tardo latino ‘adventare (arrivare, giungere), che a sua volta discende dal sostantivo classico ‘adventus(arrivo,venuta).

Verbo derivato dal sostantivo vàmba = fiamma, che proviene dall’etìmo spagnolo medioevale hampa,

Uno dei primi vocaboli che si leggono nel ‘Dizionario del dialetto tortorese è ‘abbachéa’. E’ un verbo quasi esclusivamente usato nella terza persona nelle espressioni: mi, ti, ri, ni, vi, ri ci abbàca, abbacàva, abbacàji, ecc. molto comuni in molti dialetti meridionali.

Quando una persona si preoccupa eccessivamente per un qualche cosa, quando se ne dà troppo pensiero, l’amico esclama: ‘ti ci abbàca!’ volendogli dire ‘non te ne dar pensiero!’, ‘non hai altro da pensare!’.

Quando qualcuno si affatica eccessivamente nella realizzazione di una qualche cosa senza che i suoi sforzi approdino a risultati utili, l’amico esclama: ‘ti ci abbàca!’ nel significato ‘non ti ci distruggere!’, ‘non perderci tempo!’, ‘non sprecarci fatica!’, ‘non hai altro da fare!’, ‘chi te lo fa fare!’.

Volendo capire come si arriva a queste traduzioni dobbiamo rifarci all’etimologia latina della parola. Essa deriva dal verbo intr. latino ‘vacare’, in Cesare e Ovidio ‘essere vuoto’, in Livio e Cicerone ‘non essere occupato’, in Quintiliano ‘aver tempo per …’; accogliendo quest’ultima accezione, l’espressione ‘ti ci abbàca!’ si traduce in senso proprio ‘hai tempo per pensieri o fatiche inutili!’ oppure ‘hai tempo da perdere!’

Michelangelo PUCCI

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