Dallo sp. criado 'allievo', poi 'valletto, servo', p. pass. di criar 'allevare', lat. creare (Devoto-Oli). Il punto di partenza è il verbo latino ‘creare’ che indica l’attività divina del ‘fare dal nulla’.
La parola, probabilmente composta da ‘ciavàrru’ (stupido) dal turco gavur (infedele)e ‘ùorcu’ (orco, grossolano), indica una persona che assomma in sé la stupidità e la grossolanità:
Dal tardo lat. adcapitiare, a sua volta dall’espressione classica ad caput (alla testa, alla parte più importante, all’origine, al punto di riferimento, ecc.).

In risposta il generale saluta la comunità incoraggiandola a sostenere la causa dell'unità d'Italia; la folla applaude e lo acclama entusiasta. 
Disegno di G.Moscara 

Il successivo intervento dei due difensori ottiene l'effetto della scarcerazione del notaio don Francesco Marsiglia.
Disegno di G.Moscara 

Una donna si esibisce davanti a lui con un accenno di danza e lancio di un fazzolettone.
Disegno di G.Moscara 

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