La cultura del Romanticismo

 

        

         Il romanticismo derivò dallo "sturm und drang", temperandone, svolgendone, integrandone i motivi.

 

Il romanticismo sorse come opposizione alla borghesia, alla rivoluzione industriale e politica che la borghesia operava, all'ideologia illuministica, all'esperienza scientifica, al materialismo della civiltà borghese.

 

 

Per il romanticismo l'unica e suprema realtà è lo SPIRITO.

 

 

Il romanticismo assume due opposte forme:

 

a) l'una, aderente allo sturm und drang, vede nella fantasia, nel sentimento, nella fede, nella volontà l'ESSENZA dello spirito (l=attività logica ci estrania dalla vera vita);

 

b) l'altra identifica lo spirito con la pura razionalità, intesa come razionalità a priori, divinizzata e concepita come pensiero creatore di tutta la storia del mondo.

 

Ambedue le tendenze della cultura romantica si oppongono al razionalismo illuministico.

 

 

La prima dà la preminenza alle forze inconscie, a ciò che c'è di oscuro o di tellurico nella coscienza umana.

 

 

La seconda dà la preminenza alla chiarezza solare del pensiero logico, ma sostituisce alla Ragione eterna e immutabile dell'illuminismo una razionalità, che via via si svolge e si sviluppa nello stesso processo storico della natura e dell'uomo.

 

          Il romanticismo rappresentò un RINNOVAMENTO:

 

 

 

- dell'arte e della letteratura:

 

nasce una nuova scienza: l'archeologia per lo studio delle "origini" (Winckelmann). Si intende la "grecità" come fonte autentica e inesauribile dell'eterna bellezza. Si ritorna alle più lontane origini della spiritualità umana rivalorizzando la poesia biblica e omerica (Goethe). Si ritorna al medioevo nel quale si originano i popoli europei con le loro nazionalità, le loro culture, le loro lingue e le loro letterature (Lessing) e di conseguenza vengono rivalutati Dante Alighieri, Shakespeare, le saghe dei Nibelunghi, ecc.

 

 

 

 

- Della concezione dell'uomo:

 

 

 

l'uomo viene valorizzato come individuo, nel quale si rivelano le forze irrazionali. Il singolo viene contrapposto all'astratta umanità. L'uomo viene ritenuto creatore, piccolo dio, onde il culto del GENIO, il primato del sentimento soggettivo e della fantasia, la mitizzazione dell'EROE.

 

L'uomo viene ritenuto SPIRITO e come tale LIBERO, ma di una libertà interiore.

 

Lo spirito è ritenuto DIVENIRE perenne, non statico e immobile, concepito come ATTIVITA' e principio creatore di sé stesso.

 

 

 

- Della concezione della vita:

 

i romantici disprezzano la vita banale, esaltano quella eccezionale, concepiscono l'esistenza come CONQUISTA che avanza fino all'infinito. Per essi acquista valore la vita ricca di iniziative, spesa con sacrificio per I GRANDI IDEALI della politica, della patria, della bellezza artistica e morale.

 

 

- Della concezione politica:

 

il romanticismo al cosmopolitismo illuministico sostituisce il nazionalismo, poiché ritiene che la vita dello spirito si esprime nella vita dei singoli popoli.

 

 

 

- Della concezione della storia:

 

i romantici concepiscono la storia come la VITA dello SPIRITO attuantesi nell'evoluzione della civiltà.

 

 

 

 

- Della concezione religiosa:

 

i romantici ritengono che l'essere è ETERNO, che Dio si identifichi con l'essere (panteismo). Sono aconfessionali. Identificano la religione con il culto panteistico della natura le cui leggi provvidenziali governano l'uomo e le cose.

 

 

 

 

 

 

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